Il clarinetto storia e origini, dall’Egitto ad oggi

21 Novembre 2019 |

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Il clarinetto, è uno strumento musicale a fiato, ha una imboccatura indiretta ed appartiene alla famiglia dei legno. La sua caratteristica principale è la presenza dell’ancia, semplice battente, senza la quale lo strumento non funziona.

Si tratta del più giovane rappresentante della famiglia dei legni. Anticamente il clarinetto era costituito da uno o più tubi di canna tagliati in diversi modi. Questo serviva a dare vita ad una varietà di timbri differenti.

I primi antenati del clarinetto sono stati ritrovati in Egitto. In particolare pare che il “MEMET” (2700 a.C.) sia il suo più lontano antenato. Uno strumento molto simile al Memet era l'”AULOS” ritrovato nell’antica Grecia. In Italia invece, l’esempio più antico di clarinetto, è rappresentato dalle “LAUNEDDAS” sarde, che si iniziarono ad usare si dal 900-500 a.C., tutt’ora appartenenti alla tradizione popolare.

Il clarinetto

(Launeddas)

Lo Chalumeau – Il predecessore del Clarinetto

Prima di parlare nello specifico del clarinetto è necessario soffermarci qualche minuto sul suo predecessore più vicino: lo “Chalumeau”. Le origini di questo strumento risalgono tra il X ed il XI secolo. Nella Biblioteca Nazionale di Parigi è conservato un manoscritto in cui vengono raffigurati alcuni strumenti ad ancia doppia e singola. Osservando lo chalumeau sono molte le somiglianze che possiamo ritrovare con il clarinetto.  Una fra tutte la presenza della singola ancia.

Lo Chalumeau è caratterizzato da un timbro affascinante, bucolico e, soprattutto, da una ampia flessibilità sonora. Il materiale utilizzato per la realizzazione di questo strumento era principalmente il Bosso ed, in piccola parte, anche il Legno d’Acero e Avorio. L’estensione dello strumento era ancora molto limitata, infatti non superava l’ottava e mezzo.

I costruttori più esperti nella costruzione di Chalumeau furono Johann Schell e Denner (Padre e figlio).

Il clarinetto

(Chalumeau)

 

La nascita del clarinetto

Le prime prove che testimoniano la nascita del clarinetto sono contenute nell’Historische Nachricht von den Nürnbergischen Mathematics und Kunslern (Norimberga, 1730). L’autore dell’opera è J.G. Doppelmayr che, insieme all’elenco di tutte le personalità di spicco di Norimberga, aggiunge la biografia di Johann Christoph Denner (1655-1707). È proprio a lui che attribuisce l’invenzione di un nuovo strumento a forma di tubo che iniziò a chiamarsi clarinetto.

Il clarinetto di Denner non era altro che il perfezionamento dello Chalumeau. I dubbi però che riguardano l’esatta data di nascita del clarinetto sono molteplici. Depplemeyr infatti, non è sempre stata una fonte sicura al cento per cento, in quanto nel suo operato tendeva ad esaltare gli artigiani locali trascurando i contributi degli altri. Nonostante ciò, la sua testimonianza, rappresenta un punto fermo su tutti i trattati che riguardano il clarinetto (dal XVIII secolo in poi).

Gli archivi di Norimberga, inoltre, conservano dei documenti che testimoniano come già a partire dal 1710 Jacob Denner figlio (1681/82-1735), ricevette un grosso ordine di strumenti a fiato dal Duca di Gronsfeld, fra cui anche due clarinetti.

Secondo alcuni noti studiosi quali Nickel e Lawson, la vera e propra invenzione del clarinetto è da attribuirsi al figlio di Denner. Il padre pare abbia solo perfezionato lo Chalumeau, il figlio invece pare abbia inventato un nuovo strumento: il Clarinetto.

Lo strumento creato da Denner aveva delle caratteristiche che hanno segnato la differenza dallo Chalumeau. Una cameratura sicuramente più stretta e la posizione dei fori e delle chiavi sempre più definita. Il barilotto iniziava ad assumere importanza oltre che una forma ben decisa. La campana un po’ più svasata e l’ancia inizia era rivolta verso il labbro superiore.

Clarinetto Denner

(Il clarinetto di Denner figlio)

I materiali usati per la costruzione e l’origine del nome

I primissimi clarinetti furono costruiti per lo più con legno di bosso. Alcuni vennero anche realizzati in Avorio, in legno di prugno, pero o addirittura in bosso trattato con acido fino. Il motivo? Affinché potesse diventare di colore “bruciato”, un marrone scuro che assomigliava al guscio di una tartaruga.

Quando anche i bocchini diventarono corpi separati dal clarinetto si lavorò molto sulla ricerca dei materiali più idonei per la loro realizzazione. Il bosso era sempre quello più utilizzato, ma occasionalmente ne venivano realizzati anche in ebano ed in cocus.

La particolarità dei primi clarinetti stava proprio nel timbro: squillante e penetrante, come è possibile osservare nell’Overture per due clarinetti in Re e corno da caccia di G.F. Händel. Proprio per questa sua caratteristica di suono viene scelto il nome Clarinetto. Per la prima volta, infatti, nel 1732, all’interno del Musicalisches Lexicon di Johann Gottfried Walther, parlando del clarinetto, si leggono queste parole:

sentito a distanza, esso suona piuttosto come una tromba“.

Ciò spiega il nome che deriva da clarino, termine che indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe. Nei sei concerti scritti da Johann Melchior Molter (1696-1765), per clarinetto in Re ed archi, si predilige il registro medio-acuto.

Il clarinetto moderno – Il sistema Böhm

Nel 1843 venne presentato a Parigi il clarinetto sistema Boehm, anche chiamato “Anneaux mobiles”, ovvero ad Anelli Mobili. Esso era caratterizzato dalla presenza di tre anelli nel pezzo inferiore ed era frutto della collaborazione fra Hyacinthe Klosè (Clarinettista della banda reale) e Luis Auguste Buffet, costruttore dell’omonima fabbrica di clarinetti Buffet Crampon oggi leader nel settore di produzione di questo strumento.

La loro collaborazione aveva, ed anche tutt’ora ha, diciassette chiavi, sei anelli e ventiquattro fori indispensabili per permettere allo strumento di suonare agevolmente in tutte le tonalità. Klosè, nei suoi metodi per clarinetto, specifica tutti i principi evolutivi applicati allo strumento che avevano come obiettivo quello di valorizzare il timbro dello strumento, che negli anni si è ammorbidito, trasformando il clarinetto in un vero e proprio strumento solista.

Come imparare a suonare questo strumento? Ecco tutto quello che devi sapere nel nostro articolo: Imparare a suonare il clarinetto.

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